lunedì 6 maggio 2013

Il razzismo e la paura del diverso


Negli ultimi tempi, si sono verificati degli eventi purtroppo molto tristi, che hanno dimostrato come anche in Italia, un paese apparentemente molto sviluppato, si verifichino fenomeni di razzismo veramente indecorosi, dai fischi negli stadi a giocatori di colore, a tutte quegli episodi di intolleranza che molto spesso si verificano nelle scuole o nei luoghi pubblici. Il razzismo si basa prima di tutto sul pregiudizio, cioè nel giudicare una persona prima ancora che si abbia la possibilità di conoscerla.
Il razzista agisce in maniera sgarbata verso lo straniero, perché ha paura che gli possa rubare il lavoro, la casa, la moglie, e tutto ciò deriva dalla mancanza di fiducia in se stessi.
Oggi, l'Italia sta diventando una società multietnica, nella quale convivono popolazioni di differente etnia, cultura, religione. L’etnia indica un insieme di individui che condividono lingua, cultura e caratteristiche fisiche, che, però, non sono determinanti per definirla, per cui l’etnia si differenzia dalla razza. Noi individui, di fronte a una società che sta cambiando,  siamo spaventati e, quindi, siamo portati a un’intolleranza legata all’etnocentrismo (tendenza a ritenere la propria cultura superiore alle altre) verso le culture emergenti.

In Italia, nell’ultimo decennio, sono aumentate le ondate migratorie, che hanno contribuito ancora di più alla formazione della società multiculturale. I flussi migratori innescano conflitti tra i cittadini e gli immigrati perché questi portano con sé tutto il loro bagaglio culturale. Quando due culture diverse entrano in contatto, sempre si crea il problema di conciliare usanze e valori. Gli immigrati sono considerati come coloro che invadono il nostro territorio, non rispettano le regole e infrangono le norme del mercato del lavoro. A tutto questo si aggiunge la paura per il diverso, la xenofobia, la paura di essere sostituiti dagli stranieri a causa della bassa natalità dell’Italia, la paura che gli individui immigrati  compiano gesti di criminalità. Si sta sviluppando una tendenza a giudicare sempre male lo straniero e a colpevolizzarlo per tutto ciò che contro legge avviene nel nostro paese; l’immigrato diventa una specie di capro espiatorio sul quale scaricare tutte le paure.
Per riuscire a superare questo sentimento di diffidenza, basterebbe aprirci di più, essere di larghe vedute e cercare di stabilire un rapporto di convivenza serena.

DEBORHA IMPAGLIATELLI (Classe 2^ A)


 



 
 



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