Lo scopo principale era quello di distinguere i
ruoli assunti da ogni membro all'interno della tribù al fine di
regolare i rapporti tra i vari individui sia nel quotidiano che durante le
cerimonie, rendendo immediatamente palese tutta una serie di informazioni
sull'individuo e sul suo rapporto con il gruppo di appartenenza. Molte sono le
"storie del piercing" che circolano su Internet riguardo alle
presunte origini di ogni singolo tipo di piercing, in qualche caso si tratta di
origini fantasiose, dovute all'immaginazione di Doug Malloy, pioniere del
piercing moderno. La rinascita di quest’ultimo deve molto ad alcuni personaggi
come Doug Malloy (Richard Simonton), Mr. Sebastian (Alan Oversby), Fakir
Musafar (Roland Loomis) e Jim Ward. Si deve a loro l'impegno nella diffusione
della pratica, nella realizzazione della gioielleria per piercing e nella
definizione di metodi e tempi di guarigione. Nel mondo occidentale, di fatto,
la pratica ha iniziato a diffondersi in seno alla comunità del tatuaggio.
Spesso persone pesantemente tatuate hanno preso a forarsi anche lobi, narici,
capezzoli e genitali.
La pratica era, inoltre, inizialmente diffusa tra coloro
che partecipavano a rituali con pratiche erotiche, o facevano parte di comunità
gay statunitensi. Successivamente, il piercing è stato praticato dalle sottoculture giovanili. Tra i primi ad
utilizzare la perforazione di lobi e narici sono stati gli hippy, tra gli anni
sessanta e settanta. A fine anni settanta inizi anni ottanta, la pratica è
divenuta di uso comune tra punk e goth. Tra la fine degli anni ottanta e gli
inizi degli anni novanta, infine, soprattutto nell'area industriale, si sono
diffusi anche piercing più estremi e intimi come quello all’ombelico, ai capezzoli e ai genitali.
Negli ultimi due decenni il piercing è uscito via via dall'underground per
divenire pratica comune anche tra i giovani, i musicisti, le modelle, gli
attori. Sono oggi molto comuni piercing a lobi, sopracciglio, narici, labbro,
lingua, ombelico. Meno comuni quelli a capezzoli e genitali. Uno degli aspetti
tipici che si affrontano nel parlare di questa pratica sono le condizioni
igieniche nelle quali operarla e le accortezze indispensabili a evitare la
contrazione di malattie e infezioni. Andrebbero utilizzati solo strumenti
sterilizzati. Le zone più delicate dove fare il piercing sono genitali e
superfici cutanee eccessivamente lisce. Un'eventuale infezione, causando la
penetrazione di batteri infettivi nel corpo, potrebbe compromettere l'attività
di cuore, reni e fegato. Una malattia molto pericolosa che si potrebbe
contrarre tramite il piercing in condizioni igieniche non idonee è l'epatite,
se gli strumenti non sono correttamente sterilizzati. Alcuni piercing sono
sospettati di provocare, a lungo andare, danni lievi o gravi all'organismo. È
stato messo sotto accusa il piercing alla lingua, perché, secondo alcune
ricerche dell'Università di Buffalo, provocherebbe deformazioni e danni ai
denti, infezioni e ascessi a denti e bocca. La maggior parte dei piercing non
provocano forte dolore al momento della foratura, è il periodo di guarigione,
come ad esempio nel caso della lingua, a provocare fastidi e gonfiori. Le
motivazioni che spingono a sottoporsi alla pratica del piercing possono essere
le più disparate. Molte persone vi si sottopongono per un puro fattore
estetico, per marcare l’appartenenza ad un gruppo sociale, etnico, religioso o
ad una sottocultura. Uno dei fattori che ha contribuito in grande misura alla
diffusione del revival moderno del piercing è rappresentato dallo stimolo
erotico: i piercing praticati su zone erogene - capezzoli o genitali - una
volta guariti, rappresentano un continuo stimolo e aumentano la sensibilità
della zona. Il piercing al capezzolo, in particolare, viene talvolta praticato
successivamente ad una operazione plastica al seno, in seguito alla quale la
sensibilità del capezzolo può diminuire.
Giuseppe Distaso (classe 1^ B)


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