Il gesto isolato di una persona lucida, che voleva compiere un’azione eclatante ma non un pazzo, secondo gli investigatori. Non sarebbe stato mandato lì da nessuno e non farebbe parte di alcuna organizzazione l’uomo che ha sparato in faccia a un carabiniere, davanti a Palazzo Chigi, alle 11.20 del 28 aprile, mentre al Quirinale, il governo Letta giurava nelle mani del Presidente della Repubblica.
L’autore del gesto è stato fermato dai carabinieri subito dopo il fatto. E’
Luigi Preiti, un calabrese di 49 anni, muratore. Faceva una vita dura, aveva
perso il lavoro e la moglie e non vedeva più il figlio. Aveva problemi
economici. Il procuratore Laviani ha riferito che ha confessato tutto e che la
sua intenzione era quella di sparare ai politici, ma non vedendoli arrivare,
alla fine, ha sparato contro chi rappresentava le istituzioni, ossia i
carabinieri.
Preiti risulta residente ad Alessandria ma di fatto è domiciliato a Rosarno. Era
tornato a vivere in Calabria con i genitori dopo il suo divorzio. A Roma, era arrivato sabato in treno. Aveva
dormito in un albergo della capitale, l'Hotel Concordia. Aria da
insospettabile, durante l’interrogatorio ha mantenuto una sorprendente
lucidità. Indossava un completo blu e a chi, quella mattina, lo ha incrociato,
è sembrata una persona distinta e sicuramente non pericolosa, tutto il
contrario, insomma, di ciò che si è rilevato solo qualche minuto più tardi.
Savino Leonetti (Classe 2^ B)


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